CoMRE19: Congresso di Medicina Rigenerativa Estetica

Rivivi con me alcuni scatti del mio intervento al CoMRE19, il Congresso di Medicina Rigenerativa Estetica 2019.

Questo Congresso di medicina rigenerativa estetica nasce dalla volontà di riunire le Scuole di medicina rigenerativa estetica. L’aggettivazione “Estetica” intesa come espressione di salute e equilibrio.

Rivolto ai Medici impegnati nella disciplina, ai Medici interessati, ai Farmacisti, Infermieri, Fisioterapisti, Cosmetologi, Estetiste, a tutti coloro che si muovono in questo ambito per creare un presupposto di qualità formativa trasversale, fornendo un aggiornato e qualificato Programma Scientifico e presentando al grande pubblico le componenti ed il mondo della disciplina.

Il Congresso è stato un momento di incontro tra i rappresentanti di Scuole e Società Scientifiche diverse per trovare sinergie più ampie, efficaci ed efficienti.

Il mio intervento ha riguardato il rapporto tra “Allenamento e alimentazione” da sempre al centro di numerosi studi clinici, ho raccontato la mia esperienza come nutrizionista in campo sportivo e le esperienze dei miei pazienti che sempre più spesso si affidano ai mie consigli per migliorare le loro prestazioni.

Carboidrai Mon Amour

Chi non si sogna di mangiare a pranzo e a cena sempre pizza, pasta e pane?

Chi non vorrebbe assumerne una quantità da picco di goia senza ingrassare neanche di un grammo?

Quello che dobbiamo domandarci è: ma davvero questi carboidrati sono il male del mondo? Come sempre, la risposta è DIPENDE.

Un carboidrato, da un pusto di vista chimico, può essere classificato secondo le molecole che contiene:

  • monosaccaridi  o carboidrati semplici – formati da una sola molecola di glucosio o fruttosio – non presente in natura
  • disaccaridi o carboidrai semplici – formati da due molecole di monosaccaridi (saccarosio o lattosio) – zucchero da tavola
  • polisaccaridi o carboidrati complessi – formati da più molecole di glucosio – pane, pasta. patate, polenta, mais

Da un punto di vista nutrizionale, invece, distinguiamo:

  • carboidrati dirigeribili, come l’amido (composto da molte molecole di glucosio)
  • carboidrai indigeribili, come la fibra (per cui il corpo umano non possiede gli enzimi necessari alla digestione)

La classificazione che ci interessa in merito ai glucidi (o carboidrati) riguarda invece l’indice glicemico, quanto velocemente, cioe, il carboidrato viene digerito, assimilato ed assorbito.

Gli zuccheri (appartenenti alla famiglia carboidrati) vengono classificati in relazione ad un alimento standard che è il glucosio (indici glicemico 100, massima velocità di assorbimento).

Tanto più basso è quest’indice, tanto più lentamente i carboidrati entrano in circolo.

Carboidrato: cosa significa questo per noi?

Più lentamente entrano in circolo meno insulina verrà prodotta. Ricordiamo che l’insulina è l’ormone che, fisioligicamente, porta il carboidrato nelle cellule muscolari e grasse; per farla ancora più semplice, è l’ormone che, in sostanza ci fa ingrassare.

Quindi, tanto più basso sarà l’indice glicemico del pasto ingerito, meno sonno avremo nelle ore successive (fattore di rischio della “pennica pomeridiana” ridotto!).

Come possiamo abbassare l’indice glicemico?

PRima di tutto, possiamo pensare di scegliere carboidrati di tipo integrale, in particolare a base di segale che, anche grazie al suo alto contenuto di fibra, viene digerito molto lentamente.

Un altro modo per abbassare l’indice glicemico è quello di aumentare il quantittativo di verdura ingerito insieme ai carboidrati in quanto insieme formano una sorta di gel nello stomaco che ne rallenta lo svuotamento grastico.

Ancora, si possono aggiungere grassi e proteine: con questo sistema si renderà più complessa la digestione e, dunque, aumeteranno i tempi di digestione.

A questo punto, quanti carboidrati possiamo mangiare?

Ammesso e concesso che si rispettino i punti precedenti, poniamo sempre un limite dettato dal fabbisogno calorico giornaliero.

Posto sempre che, come dicevamo in un altro articolo, che se mangi anche una sola caloria in più della quota fissata, il fattore di “ingrasso” è alle porte.

Il corpo umano, però, a differenza delle proteine può contenere circa un kilo e mezzo di carboidrati sotto forma di glicogeno muscolare ed epatico.

Il glicogeno muscolare non è altro che una forma di carboidrato (amido) muscolare; cosa vuol dire?

Se io stessi senza carboidrati per 4-5 giorni, i muscoli risulterebbero depleti. Qualora mangiassi 3 pizze, tutto l’amido contenuto in esse potrebbe essere immagazzinato nei muscoli come glicogeno. ovviamente, a seconda del soggetto.

Ogni grammo di carboidrato, però considerato, trattiene circa 2.7 g di acqua. Ciò significa che un kilo di glicogeno trasporta ulteriori 2.7 kg di acqua, sensazione di gonfiore e di aumento di peso, da tutti sperimentata mangiando tanti carboidrati tutti insieme.

Rispondendo, dunque, alla domanda iniziale: non sono i carboidrati a farci ingrassare ma quanti ne mangiamo e quanti di questi sono zuccheri.

Per capire quali proteine assumere, in relazione ai tuoi obiettivi, non esitare a contattarmi!

Fonte: FITEAT Italia

Proteine: cosa sono?

Cosa sono le proteine? Quali sono le proteine? Quali sono gli alimenti che contengono proteine?

Iniziamo subito a definire questo gruppo di macronutrienti:

una proteina è definita come unione di più aminoacidi (più di 20, altrimenti parliamo di peptidi)”.

Un aminoacido quindi, considerato come unità costitutiva della proteina, è una molecola contenente un gruppo aminico che a sua volta, contiene azoto, atomo che differnzia le proteina da carboidrati e grassi che ne sono privi.

Esistono 9 aminoacidi “essenziali” che il nostro organismo non è in grado di sintetizzare  e che, dunque, devono essere introdotti dall’esterno.

Proteina: la classificazione 

  • La classificazione biologica delle proteine è in base alla struttura (ma non ce ne occuperemo in questa sede)
  • La classificazione funzionale in relazione al ruolo all’interno dell’organismo
  • La classificazione nutrizionale, quella di cui ci occuperemo in questa sede

Le proteine, da un punto di vista nutrizionale, vengono classificate in base al valore biologico (VB, definito come la quantità di azoto che il corpo riesce a trattenere sul totale della proteina);

le proteine a più alto valore biologico sono quelle animali (carne, pesce, formaggio e uova) perchè più ricche di aminoacidi essenziali e in particolare di aminoacidi solforati.

Anche i cereali o le piante hanno delle proteine ma non ad alto valore biologico. Immaginiamo, quindi, le proteine come un muro: può essere portante o di cartongesso, stassa forma ma diversa struttura. Per ottenere una proteina ad alto valore biologico che garantisca una adeguata fonte di azoto è necessario combinare categorie alimentari come cereali e legumi (la classica pasta e fagioli).

Perché è così importante la classificazione delle proteine e l’azoto?

Perchè il corpo umano, usa gli aminoacidi delle proteine per fare tutto:

  • anticorpi
  • neurotrasmettitori
  • ormoni
  • muscoli

Nel momento in cui noi non siamo in grado di fornire abbastanza aminoacidi nel corso della giornata, il corpo, a lungo andare, inizierebbe ad usare i muscoli “a scopo plastico”. Sostanzialmente andrebbe a prendere le proteine contenute all’interno dei muscoli per costruire il muro, portando, nel lungo periodo, a sarcopenia (perdita di massa muscolare).

Qual è il fabbisogno proteico giornaliero?

A seconda della popolazione, andiamo da 1.2 grammi per kilogrammo di peso corporeo, fino a 2 grammi per atleti di pesistica.

Il corpo umano, però, non riesce a metabolizzare troppe proteine insieme (un massimo di 40-50 grammi per pasto quindi 200/250 grammi di carne).

Quindi, buona norma vuole che per arrivare a coprire il fabbisogno proteico giornaliero si dividano le quantità sui pasti.

Ricordate quello che abbiamo detto inizialmente sul valore biologico?

Poichè le proteine vegetali hanno un VB minore di quelle animali è necessario assumere il doppio del quantitativo di quest’ultimo per ottenere lo stesso bilancio azotato… ma attenzione, aumenteranno in proporzione anche le calorie!

Per un atleta, o per un soggetto che si allena costantemente risulta fondamentale regolare i tempi specifici per l’assunzione delle proteine in parrticolare nel post allenamento (per sfruttare la finestra metabolica): parleremo successivamente di Nutrient Timing.

Per praticità, possiamo utilizzare le proteine in polvere che non sono altro che latte liofilizzato con pochi zuccheri e grassi, ma di questo ne parleremo in un prossimo articolo specifico.

Cibi con proteine:

Proteine animali: carne, uova, pesce, formaggi;

Proteine vegetali: cereali, legumi, soia, tofu, seitan.

Per capire quali proteine assumere, in relazione ai tuoi obiettivi, non esitare a contattarmi!

Fonte: FITEAT Italia